La proposta di legge dal titolo Internet territorio di
libertà, dei diritti e dei doveri prevede l'abolizione
dell'anonimato all'atto dell'introduzione di qualsiasi tipo di
materiale in rete.
Non è chiaro a che livello si ritenga necessario intervenire ma
i punti oscuri di questo disegno sono tanti, anche perchè il rischio di limitatare il diritto alla libera espressione del
proprio pensiero è reale.
L'
Onorevole
Carlucci, prima firmataria della proposta di legge, ha
dichiarato:
Lanonimato su Internet deve
essere eliminato. LItalia non è la Cina. La piena libertà
di espressione riconosciuta ad ogni cittadino italiano non
costringe nessuno a difendersi dietro la copertura dellanonimato.
I punti salienti della proposta di legge sono racchiusi
nell'articolo 2:
Articolo 2, comma 1: "E fatto divieto di
effettuare o agevolare limmissione nella rete di contenuti
in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica,
ivi comprese le banche dati) in maniera anonima".
Articolo 2, comma 2: "I soggetti che, anche in concorso
con altri operatori non presenti sul territorio italiano, ovvero
non identificati o indentificabili, rendano possibili i
comportamenti di cui al comma 1 sono da ritenersi responsabili -
in solido con coloro che hanno effettuato le pubblicazioni
anonime - di ogni e qualsiasi reato, danno o violazione
amministrativa cagionati ai danni di terzi o dello Stato".
Gli elementi ben chiari sono questi:
- Si scaricano le responsabilità su soggetti (non è ben
chiaro se provider, intestatari di domini o gestori di
siti) che non c'entrano nulla con eventuali illeciti
compiuti dagli utenti;
- Si riscontra l'oggettiva difficoltà da parte dei
soggetti interessati di controllare e verificare i
contenuti del materiale immesso in rete dagli utenti.
- Si costringe l'utente a rivelare la propria identità anche quando si trattano argomenti leciti ma che richiederebbero la dovuta riservatezza (opinioni politiche, sessualità, salute, religione).
Riesce difficile comprendere come questa legge, considerate le attuali dinamiche del Web, possa risolvere il delicato problema della diffusione di materiale pedopornografico. E' impensabile che un pedofilo fornisca le proprie (vere) generalità prima di condividere del materiale illegale! Piuttosto sembra essere più una provvedimento antipirateria che avrebbe però un risvolto antidemocratico: se dovesse essere approvato costringerebbe, con buona probabilità, alla chiusura molti siti di condivisione video, primo tra i quali
YouTube Italia.
Le norme che attualmente regolano il diritto d'autore
sono
tragicamente cavernicole e andrebbero rivisitate
perchè limitano il diritto alla diffusione della cultura. L'industria discografica continua a non essere in grado di gestire il mercato, imponendo prezzi troppo alti e demonizzando la rete invece di utilizzarla proficuamente.
Sembra proprio che chi ha scritto le quattro paginette di testo che compongono questa proposta non abbia una conoscenza approfondita della rete.
Inoltre il file contenente la proposta di legge risulta essere stato generato da una copia di Microsft Word concessa in licenza a Davide Rossi, il presidente di Univideo (Unione Italiana Editoria Audiovisiva).