
Le Olimpiadi rappresentano un'operazione commerciale che consente lauti guadagni alle televisioni, agli sponsor e... emh, scusate.
Le Olimpiadi
dovrebbero rappresentare l'evento sportivo per eccellenza, che riunisce sotto i cinque cerchi tutti i popoli della terra. Che senso ha che si svolgano in un paese dove i diritti umani sono inesistenti?
I giochi olimpici di Pechino 2008 sono alle porte ma le perplessità riguardanti le condizioni politiche in cui si svolgeranno restano tante.
Sul piano dei diritti umani le ombre non sono state fugate. Delle riforme che il governo cinese aveva promesso al Comitato Olimpico Internazionale e all'opinione pubblica internazionale al momento dell'assegnazione dei giochi non c'è traccia.
I
Bloggers e cittadini uniti per
i diritti umani, la libertà, la democrazia propongono, se non ci sarà una reale "tregua olimpica" sull'informazione e su Internet (oggi censurati), sulle libertà fondamentali (oggi non garantite), e se non si percepiranno significativi interventi sui punti sopra citati, sotto il controllo di osservatori internazionali di non partecipare all'evento, spegnendo la TV.
E aderire mi pare il minimo che si possa fare.
Ecco il blog dell'inziativa:
Turn Off Pechino 2008.
Il motto scelto dal governo cinese come tema ufficiale delle Olimpiadi 2008 è:
"Un solo mondo, un solo sogno".
Speriamo allora di svegliarci presto da questo incubo!