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LEGGE ANTI-ANONIMATO: TUTTI SCHEDATI! Stampato dal sito www.vittoriovespucci.it - Scritto il 12/06/2009 da Vittorio Vespucci La proposta di legge dal titolo Internet territorio di
libertà, dei diritti e dei doveri prevede l'abolizione
dell'anonimato all'atto dell'introduzione di qualsiasi tipo di
materiale in rete. Non è chiaro a che livello si ritenga necessario intervenire ma i punti oscuri di questo disegno sono tanti, anche perchè il rischio di limitatare il diritto alla libera espressione del proprio pensiero è reale. L'Onorevole Carlucci, prima firmataria della proposta di legge, ha dichiarato: Lanonimato su Internet deve essere eliminato. LItalia non è la Cina. La piena libertà di espressione riconosciuta ad ogni cittadino italiano non costringe nessuno a difendersi dietro la copertura dellanonimato. I punti salienti della proposta di legge sono racchiusi nell'articolo 2: Articolo 2, comma 1: "E fatto divieto di effettuare o agevolare limmissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima". Articolo 2, comma 2: "I soggetti che, anche in concorso con altri operatori non presenti sul territorio italiano, ovvero non identificati o indentificabili, rendano possibili i comportamenti di cui al comma 1 sono da ritenersi responsabili - in solido con coloro che hanno effettuato le pubblicazioni anonime - di ogni e qualsiasi reato, danno o violazione amministrativa cagionati ai danni di terzi o dello Stato". Gli elementi ben chiari sono questi:
Le norme che attualmente regolano il diritto d'autore sono tragicamente cavernicole e andrebbero rivisitate perchè limitano il diritto alla diffusione della cultura. L'industria discografica continua a non essere in grado di gestire il mercato, imponendo prezzi troppo alti e demonizzando la rete invece di utilizzarla proficuamente. Sembra proprio che chi ha scritto le quattro paginette di testo che compongono questa proposta non abbia una conoscenza approfondita della rete. Inoltre il file contenente la proposta di legge risulta essere stato generato da una copia di Microsft Word concessa in licenza a Davide Rossi, il presidente di Univideo (Unione Italiana Editoria Audiovisiva). |
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