TARANTO: QUANDO LA DENUNCIA CORRE SUL WEB
Categoria: DocumentariPostato il 02/01/2026 da Vittorio Vespucci
La storia dell’ex Ilva è una ferita lunga più di sessant’anni. Nata negli anni Sessanta, come promessa di progresso, l’acciaieria ha trasformato Taranto in una città sospesa tra lavoro e malattia, tra sviluppo e sacrificio. Le ciminiere hanno dato reddito a migliaia di famiglie, ma hanno anche inciso sulla pelle della città un debito ambientale, sociale e sanitario che ancora oggi non trova risarcimento.
Oggi, mentre l’impianto attraversa una nuova fase di incertezza, Taranto continua a vivere dentro un paradosso che nessuna politica è riuscita a sciogliere. La contrapposizione tra lavoro e salute è un artificio: serve solo a proteggere gli interessi di pochi a discapito di una intera comunità.
In questo contesto, vale la pena ricordare un momento che ha segnato una svolta nel modo in cui Taranto ha iniziato a raccontarsi: il video Taranto, la città malata di Vittorio Vespucci, uno dei primi esempi di denuncia ambientale diffusi sul web in Italia. Il filmato venne pubblicato sul sito del quotidiano la Repubblica, all’interno di Repubblica.tv, diventando rapidamente un caso nazionale.
Era un video di tre minuti, essenziale e diretto: immagini crude della città, le polveri rosse che si depositano sui balconi, le nuvole di fumo bianco, grigio o marrone che avvolgono i quartieri, la vicinanza quasi innaturale tra case e impianti industriali. Non c’erano commenti, non c’era retorica: “ho voluto far parlare le immagini”, dirà poi Vespucci.
Il successo fu immediato e sorprendente per l’epoca. Il video rimase per oltre 14 mesi al primo posto della top ten di Repubblica.tv, sostenuto da una community che lo condivideva, lo commentava, lo rilanciava ovunque. Era uno dei primi casi in cui una denuncia ambientale locale riusciva a imporsi grazie alla forza della rete, molto prima dell’era dei social come li conosciamo oggi.
Per molti italiani, fu la prima volta in cui Taranto appariva non come un titolo di cronaca, ma come un corpo vivo che respirava a fatica. Il video aprì una breccia culturale: mostrò che la città non era più disposta a subire in silenzio, e che il web poteva diventare uno spazio di testimonianza e resistenza.
Oggi, mentre l’Ilva torna al centro del dibattito nazionale, Taranto, la città malata continua a risuonare. Non come un ricordo, ma come un monito: quando una comunità trova il coraggio di raccontarsi, la verità non torna più indietro.
Categoria: Documentari | Taranto: quando la denuncia corre sul Web
Ricerca:
Ultimi post:
Con disprezzo e con amore - Appunti su una città in cerca di riscatto
Polveri alle stelle
Enego - Viaggio nei Luoghi della Grande Guerra
Forte Verena
Con il cuore, oltre il buio
Categorie:
DocumentariMusica

